mer 10 giugno 2009 - IL CITTADINO

Non semplici scherzi, corrosive gags, ma più esattamente jokes: ovvero scherzi musicalmente e letteralmente intesi, dove anche l'intoccabile sacralità non è immune da una risata omicida.

 E bislacco lo è solo per onore di etimo anche il superbo Quintetto di eccellenze che si diverte a scorazzare attraverso le nobili vigne della letteratura più celebre.Devasta eppure riveste di nuova bellezza questo imperdibile gioiello uscito dalla fucina della Stradivarius: coglie nel segno, con mira di precisione e una strumentalità di prim'ordine, l'anima mai quieta di pagine così ispirate da prestarsi alle più impensate soluzioni. Ne è una prova la futuristica apertura, da cafè chantant, affidata a una polka schnell di Strauss figlio; ne è conferma la tenerissima West Side Story, quasi tremante nell'innocenza senza pelle del suo filo di voce, o ancora l'inappagata carnalità di La muerte del angel di Piazzolla.L'ascoltatore che attendesse il Bislacco Quintet al varco si ascolti l'elettrica vitalità Mozartiana Ouverture da Le nozze di Figaro, o ancora l'avvolgente, irraggiungibile malinconia di The man I love di Gershwin: l'impasto di legni e corde afflato, dinamite, vento e cielo. Un ascolto che trattiene come cifra distintiva la leggerezza, la guizzante giovinezza di una classe dissimulata sotto un sorriso beffardo e irresistibile.


Elide Bergamaschi

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